Blog nautico
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Capitanerie in allerta. Avvisata la magistratura.
Capitanerie in allerta. Durante la prova teorica per il conseguimento della patente nautica due uomini avevano degli strumenti elettronici, camuffati come normale calcolatrice, che non si limitavano a svolgere calcoli. E' scattata la denuncia per due aspiranti diportisti. Avvisata la magistratura.
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Sono stati definiti i nuovi importi da corrispondere per l’ammissione all’esame per il conseguimento della patente nautica. Entrata in vigore 28 maggio 2016
Il Ministero delle Infrastrutture e trasporti, ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nr 99 del 29 aprile 2016 il Decreto ministeriale 16 febbraio 2016 che ri-definisce gli importi dei diritti da corrispondere per l’ammissione agli esami per il conseguimento delle patente nautiche.
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Strategie, consigli, trucchi e regole del pollice per chi vuole prendere la patente nautica
Come affrontare le domande a quiz per il conseguimento della patente nautica? Ci sono molte studi su come migliorare la performance negli esami a risposta multipla. I ricercatori danno molti consigli e trucchi per ottimizzare le prestazioni.
Ecco 5 strategie "adattate" per chi vuole sostenere l'esame della patente nautica.
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Randomizzazione, standardizzazione, efficienza e uniformare le procedure
Randomizzazione delle schede d'esame. Standardizzazione tramite quiz a risposta multipla. Efficienza nella correzione. Uniformare i contenuti. Questi sono i principi ispiratori per le ultime modifiche del 2016 delle procedure d'esame per il conseguimento della abilitazione al comando ed alla condotta di unità da diporto a motore per la navigazione entro dodici miglia dalla costa.
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Uniformità, trasparenza, efficienza e ottimizzazione delle procedure
Questi sono i principi ispiratori delle procedure d'esame previste dal Decreto 366 del 4 Ottobre 2013. Decreto che entro quest'anno pare inevitabilmente diventare operativo. Essendo già più di una volta rimandato...
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La corrente. Considerazioni con il Com.te di nave Stefano Malagoli
Si fa presto a dire corrente, quando ci si trova in banchina. Ma quando si usa quel termine, non è detto che un marinaio volga sempre lo sguardo verso la colonnina dei servizi, sul pontile, perché la corrente del marina non è la corrente marina. Anche se in fondo si tratta di elementi con qualche caratteristica comune: sono entrambe forme di energia, non sono facilmente apprezzabili a occhio nudo e -ognuna a modo proprio- influenzano il comportamento della barca.
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La vita terrestre oramai ci ha abituato ad un uso/abuso quotidiano di energia elettrica che rasenta la dipendenza. Di questo ci rendiamo conto solo durante quei black-out che di tanto in tanto sconvolgono intere aree urbane, o -meno drammaticamente- ogni volta che si naviga per periodi prolungati, percorrendo rotte disseminate di rade, con poche soste in porto.
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L'avvento di internet e dei modelli matematici per l'interpretazione del tempo atmosferico stanno contribuendo a rendere le navigazioni apparentemente sempre più facili. Nel frattempo però la cultura calcistica si è insinuata strisciando anche lungo le banchine e tra sentenziosi "l'avevo detto che sarebbe arrivato maestrale" o sensazionalistici "questa è l'estate più calda degli ultimi 200 anni" si fronteggiamo squadre di diportisti votati chi al tal meteorologo, chi al tal altro sito di previsioni.
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Vita di baia, istruzioni per l'uso.
Pace e tranquillità. A conclusione di qualsiasi navigazione - che siano stati due bordi o un trasferimento, una crociera o una passeggiata - l'obiettivo è sempre quello di raggiungere un valido approdo. Se si escludono eventuali necessità di ridosso dal maltempo, quando si sceglie un porto sicuro, solitamente lo scopo è quello dell'approvvigionamento di beni primari (acqua, ricarica batterie, cambusa...) o sociali (docce. ristoranti...).
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Nei tour lungo le banchine, quando ci si lascia andare a lente passeggiate tra prue e poppe vincolate ai pontili per osservare modelli di barche e spiare stili di vita a bordo, raramente ci si dedica ad una minuziosa osservazione dei modi, a volte molto differenti tra loro, di fissare le cime d'ormeggio. Cavi sottili come spaghetti che solleticano le cubie di grandi yacht, gomene spesse come anaconde che soverchiano minuscole pilotine… ogni armatore esercita le proprie scelte, e per legare il proprio bene galleggiante intreccia cavi che iniziano e terminano il loro operato su bitte e anelli con soluzioni tali che di tanto in tanto fanno sorgere il dubbio: ma i nodi servono ancora?
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Dopo aver trovato una soluzione alla domanda COSA (quale mezzo) e segnatamente PERCHÉ (con quali obiettivi), acquistando una barca e dovendola necessariamente collocare all'interno di uno spazio acqueo protetto, ci si trova nella difficoltosa condizione di dover valutare il DOVE.
In Italia, chissà per quale ragione, la risposta diventa una, e quasi esclusivamente una sola, ossia COME, cioè: pagando caro.
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Purché galleggi e possa navigare in sicurezza, ogni barca è quella giusta. Non ci sono questioni di dimensione, di propulsione, di forma e di colore che possano disattendere questo assunto. La barca giusta è come il cane, deve assomigliare al proprio padrone/armatore, anche se a volte può accadere il contrario e sia la barca a dare il proprio imprinting al suo proprietario, in special modo quando è alle prime armi. Tranne che per alcuni incontri occasionali e fortuiti, spesso questa si rivela una delle prime cause dell'abbandono in porto, la versione nautica dell'abbandono di animali da compagnia in autostrada che, pur con stagionalità ribaltata (cioè sempre tranne che in estate) rende vittime dell'incuria dei proprietari le numerosissime barche che languono all'ormeggio, come fossero legate a un guardrail anziché a un pontile.
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"Cara, domenica andiamo al mare per decidere della barca dei nostri sogni? Partiamo la mattina, arriveremo per l'ora di pranzo, buon ristorante e andiamo al porto dove c'è chi ci aspetta per farcela vedere".
Era il 2007 quando sentivamo discorsi di questo genere. Altri tempi? Aveste ragione forse, ma c'è ancora qualcuno che ha di questi problemi, vi assicuro...
Ecco come potrebbero essere le premesse di un acquisto di cui potreste pentirvi non poco..
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Il gommone (inflatable boat) è la barca ideale per chi vuole un mezzo versatile, sicuro e veloce. Se avete un gommone di piccole dimensioni sapete che avete un compagno di viaggio da portare ovunque. Se smontabile può essere stivato in una sacca nel baule di un'auto; se a chiglia rigida ben si presta ad essere trainato da una vettura anche di non grossa cilindrata.